Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.
Il Blog

Sbrokkati: A state of Mind

Scritto da Mr Klik

Per noi malati di pallone l’appuntamento settimanale al campo è come la domenica in chiesa per i fedeli, e non c’è tanta distanza tra le due cose considerato il fatto che il nome di Dio viene invocato lo stesso numero di volte. Passatemi la battuta. Per chi poi come me è abbondantemente dentro gli …anta allora assume anche qualche significato in più. E’ la voglia di rimanere bambini, è esorcizzare il tempo che passa inesorabile, perché quando eravamo bambini noi non c’erano tablet, smartphone o roba del genere, avevamo il pallone! E con quello passavamo intere giornate, anche se eri da solo bastava un muro su cui far rimbalzare la palla, spesso ci chiudevo i triangoli per saltare l’avversario immaginario e tirare in una porta immaginaria per poi gridare….GOOOOOOL!

Quando poi dopo la scuola ci si ritrovava in strada giusto il tempo di fare le squadre e si partiva, fino a che qualche genitore non venisse a strapparci via dalla partita. Sporchi, sudati e con qualche livido, ma felici! Ecco, in onore e ricordo di questa felicità che ci ritroviamo da “grandi” a fare le squadre e tirare calci ad un pallone.
Oggi è diverso...

rispetto a quando eravamo bambini, ma le sensazioni sono sempre le stesse. Allora ci si ritrova in campo alle 21 per poter tirare calci ad un pallone, con la consapevolezza di non essere più bambini, ma con lo spirito di un tempo. Ora siamo padri di famiglia, abbiamo responsabilità e viviamo nello stesso mondo in cui vivono tutti, accumuliamo stress e preoccupazioni, ed ecco allora che il pallone diventa anche una sacrosanta valvola di sfogo, quando arriva la palla giusta la calci con tutta la forza, ci metti dentro pure la rabbia accumulata in settimana, e ti liberi con grande soddisfazione, che la palla entri in porta oppure no. E’ bello poter calciare forte, tirare la scannabomba! Così dicevamo da bambini. E’ liberatorio, è curativo! Per questo mi sono aggregato agli Sbrokkati, per prima cosa perché sono sbrokkato, ma anche perché riunisce persone come me che chiedono solo di dare calci ad un pallone. Anche se ogni tanto si può litigare in campo, ci sta….dovevi passare…dovevi tirare…nun me rompe er ca….ma finita la partita tutti amici e si va a mangiare tutti insieme.

Lo spirito cameratesco degli uomini in pantaloncini e scarpe da ginnastica non si discute. E ti accorgi di tutto questo quando sei lontano dai Sbrokkati, come me, che sono fermo da 2 mesi per un menisco rotto. Allora vedo le convocazioni sulla chat di WhatsApp e vorrei dire…pure io…pure IO!! Ma invece no, perché gli …anta hanno un prezzo da pagare. E sono li a programmare l’operazione per poter tornare a mettere gli scarpini prima possibile, per rispondere presente alle convocazioni e correre di nuovo dietro ad un pallone. Per poter prenderci in giro amichevolmente, per poter ridere di una palla sparata fuori dal campo, per il gusto di non prenderci troppo sul serio pur giocando seriamente. Per anni ho cercato un gruppo di persone con cui poter giocare con continuità, aver trovato gli Sbrokkati è stata la manna dal cielo, dopo anni di inattività è stata dura rimettersi in piedi, ma con costanza e qualche acciacco, ho ritrovato la forma fisica e la gioia di poter correre 60 minuti.
Lo sa bene Leo, il Presidente, che mi diceva…piano Klik che te rompi! E mi sono “rotto” più di una volta, ma non demordo e cerco ancora una volta di tornare in campo il prima possibile, per vestire la maglia gialla o nera degli Sbrokkati, calciare forte, correre, sudare e farsi male, non importa.

La cosa che conta di più è ritrovarsi al campo alle 21, sperando che Dalo non faccia tardi. VIVA GLI SBROKKATI!

Sbrokkati Cor Core e Cor Fegato | Il Blog degli Sbrokkati